PTOF

INTRODUZIONE
Il Piano dell’Offerta Formativa Triennale (PTOF) è un documento programmatico triennale
che contiene sia la progettazione educativa che quella didattica, costituendo la mappa delle
opportunità che ciascun istituto scolastico offre alle famiglie ed agli allievi. Al suo interno
trovano rilevanza le attività obbligatorie, quali i percorsi didattici previsti dalle Indicazioni
Nazionali, e le attività a libera progettazione (visite didattiche, laboratori, progetti speciali).
Nel corso degli ultimi anni, il nostro staff ha maturato esperienze significative sul piano
educativo, didattico e professionale e sviluppato una cultura della ricerca nell’ambito
pedagogico con particolare attenzione al metodo Montessoriano. Il presente Piano triennale
dell’offerta formativa è stato elaborato ai sensi di quanto previsto dalla legge 13 luglio 2015,
n.107, recante la “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il
riordino delle disposizioni legislative vigenti”. E’ stato elaborato dalla Direttrice in accordo con
la coordinatrice delle attività didattiche ed educative e condiviso con l’intero staff. Nel PTOF
non sono contenute intenzioni, ma attività ed azioni che sono avvenute, avvengono o che
avverranno, ha una validità triennale. In caso di necessità, la scuola ha la possibilità di
rivedere il documento annualmente entro il mese di ottobre, il PTOF ha il compito di dichiarare
in modo semplice e chiaro i connotati identificativi del servizio formativo della scuola, dalla
dimensione educativa a quella didattica, organizzativa, gestionale e valutativa.
ORGANIZZAZIONE GENERALE DELLA SCUOLA
La Scuola “A piccoli passi” è sita in via A. Cefaly, 10 a Lamezia Terme in provincia di CZ.
La scuola si ispira ai principi montessoriani, fondamentali per la promozione dello sviluppo
emotivo e intellettuale dell’infanzia dai tre mesi ai sei anni. Il ricorso al metodo non preclude,
anzi sollecita, uno sguardo rivolto anche ad altre esperienze, agli studi psicopedagogici ed
ai documenti programmatici più recenti.
COME CONTATTARCI
L’ufficio informazioni è aperto tutti i giorni. È possibile contattare telefonicamente la scuola al
numero: 351-7496678, oppure tramite mail al seguente indirizzo di posta:
apiccolipassi.lamezia@gmail.com.
COME RAGGIUNGERCI
La scuola si trova in via Cefaly, n.10 a Lamezia Terme provincia di CZ.
SITO DELLA SCUOLA
MAIL: apiccolipassi.lamezia@gmail.com
La nostra scuola intende perseguire la strada della ricerca e dell’innovazione per ottenere
sempre più una “ scuola di qualità”, che risponda alle esigenze della società attuale e delle
attese dell’utenza, per una proficua interazione e collaborazione tra scuola, famiglia, territorio
ed altre realtà formative, attuando quindi un percorso di crescita nel quale il bambino è il
protagonista della propria educazione. Cardine del progetto è il metodo Montessori, che si
distingue per la centralità di un ambiente predisposto a misura del bambino, per i materiali di
sviluppo specifici, per la proposta che tiene conto dei ritmi e dei tempi di ciascuno, per la
presenza di un adulto che guida senza imporre, per la libera scelta di un lavoro eseguito
in modo indipendente e responsabile. L’osservazione individuale, la cura costante dei
materiali, l’attenzione all’ordine e alle modalità di relazione, l’importanza anche dei piccoli
gesti creano un ambiente educativo che risponde ai bisogni del bambino, gli consentono di
valorizzare le proprie capacità e lo aiutano a comprendere il significato del rispetto delle regole
all’interno del gruppo sociale. La collaborazione positiva tra adulto e bambino, l’assenza di
giudizi e confronti, l’errore visto come mezzo di crescita e non come sconfitta sono ulteriori
peculiarità del metodo Montessori che aiuta ad accostarsi all’apprendimento con piacere e
soddisfazione. La scuola diventa così un luogo di scoperta in cui trovare risposte, dove ogni
gesto è pensato con amore e ogni azione ha uno scopo profondo. È importante che “il
bambino si eserciti ad osservare, che gli sia permesso di fare confronti fra gli oggetti, formare
giudizi, ragionare e decidere; ed è nell’indefinita ripetizione di questo esercizio di attenzione
e di intelligenza che si compie il vero sviluppo” (M. Montessori, Manuale di Pedagogia
Scientifica,1935). L’obiettivo che ci sta a cuore è quello di far crescere bene i nostri
alunni, guardandoli attraverso un cammino di formazione integrale.
LETTURA DEL TERRITORIO
La scuola dell’infanzia “A piccoli passi”, comprende sez. NIDO e sez. SCUOLA DELL’
INFANZIA, è collocata in via Cefaly n.10 a Lamezia Terme (CZ), circondata da un ampio
spazio verde. Si trova nella zona residenziale di Sant’Eufemia, vicino lo snodo autostradale,
l’aeroporto e la stazione ferroviaria. Nonostante la centralità logistica la scuola è collocata in
un’area silenziosa, tranquilla e indisturbata dal traffico urbano. Dall’esame del contesto socioeconomico- culturale in cui opera emerge la caratteristica di uno standard medio-alto degli
abitanti, che pur svolgendo la loro attività lavorativa in vari settori, operano prevalentemente
nell’ambito impiegatizio, imprenditoriale e professionale.
Tutti gli ambienti della scuola sono dotati di riscaldamenti, le aule sono inoltre climatizzate,
spaziose, luminose e adeguatamente arredate a misura di bambino.
La scuola presenta ambienti accoglienti e condizioni d’igiene che garantiscono una
permanenza confortevole sia per gli alunni che per tutto il personale.
La scuola “A piccoli passi” comprende:
N° 1 sezione di scuola dell’infanzia che accolgono bambini da tre ai sei anni, che svolge attività
laboratoriale tra cui il laboratorio linguistico. In ogni sezione oltre alle insegnanti di riferimento,
che si caratterizzano quali custodi del metodo, ruota, inoltre, l’esperta nelle attività di
laboratorio linguistico, musicale e scientifico.
La scuola inoltre è dotata di uno spazioso giardino dove poter svolgere attività ricreative,
sportive e di giardinaggio.
IL METODO MONTESSORIANO
Premessa
Il presupposto indispensabile per realizzare una scuola ispirata al Metodo Montessori è
quello di porre massima fiducia nell’interesse spontaneo del bambino, nel suo impulso
naturale ad agire e conoscere se posto in un ambiente adatto, scientificamente organizzato
e preparato.
“Si deve considerare sacro lo sforzo occulto dell’infanzia: quella laboriosa manifestazione
merita un’accogliente aspettativa, poiché in questo periodo di formazione si determina la
personalità futura dell’individuo.” Maria Montessori, “Il segreto dell’infanzia”, pagina 49.
La ricerca più avanzata, in particolare la biologia, le neuroscienze, la psicologia, conferma
direttamente e indirettamente la solidità dei principi scientifici dell’educazione montessoriana
e la conseguente validità del metodo.
L’ambiente
Il primo atto pratico del metodo Montessori conduce a creare un ambiente adatto dove il
bambino possa agire dietro ad una serie di scopi interessanti da raggiungere, incanalando
così nell’ordine e nel perfezionamento la sua irrefrenabile attività. Se è posto in un ambiente
adatto, scientificamente organizzato e preparato, ogni bambino, seguendo il proprio disegno
interiore di sviluppo e i suoi istinti guida, accende naturalmente il proprio interesse ad
apprendere, a lavorare, a costruire, a portare a termine le attività iniziate, a sperimentare le
proprie forze, a misurarle e controllarle. Un ambiente organizzato permette ai bambini di
esprimersi liberamente rivelandoci così bisogni e attitudini che rimangono nascosti o repressi
quando non esiste un ambiente adatto a permettere loro un’attività spontanea. Attraverso
l’ambiente si offre la possibilità di autoriformare tendenze che Maria Montessori ha definito
“fughe” del bambino. Il compito dell’insegnante, pertanto, è quello di preparare le condizioni
che rendano possibile la manifestazione dei caratteri naturali del bambino. Il parametro di
misura per la preparazione di un ambiente adatto è la casa, con spazi articolati, irregolari,
ricchi di “angoletti nascosti”, di “cantucci tranquilli” in cui lavorare con i propri tempi e ritmi
interiori, di un mobilio proporzionato alla statura e alla forza del bambino. Un ambiente quindi
che “appartenga al bambino”, nel quale egli possa muoversi liberamente, anche senza il
diretto controllo dell’adulto.
Un ambiente montessoriano deve essere:

  • proporzionato alle capacità motorie operative e mentali dei bambini per essere
    attivamente utilizzato e padroneggiato;
  • limitato – ovvero ricco sì di motivi di attività ma allo stesso tempo non troppo pieno;
  • semplice;
  • denunciatore dell’errore – il carattere di fragilità degli oggetti presenti nell’ambiente
    denuncia l’errore dei bambini o il loro mancato rispetto. Con l’utilizzo di bicchieri e
    ciotole di vetro o ceramica i bambini sono invitati a movimenti coordinati, precisi, educati
    a esercizi di “autocontrollo”, di “auto correzione”, prudenza e rispetto, facendosi così
    “maestri” del proprio movimento e padroni del proprio carattere;
  • lavabile;
  • attraente e bello affinché susciti il naturale amore “estetico” del bambino verso tutto
    ciò che rivela qualità di gentilezza, di ordine, di gradevolezza, di cura e di attenzione;
    La bellezza, la lucentezza e la libertà dell’ambiente rappresentano, inoltre, uno stimolo
    all’azione.
  • calmo e ordinato affinché attraverso punti di riferimento non discontinui, i bambini
    possano formarsi una propria visione della realtà che anche emotivamente abbia
    carattere di rassicurazione e certezza;
  • eccitante per il movimento – deve, cioè, offrire motivi di attività e movimento.
    “Il bambino che compie le sue esperienze in un ambiente preparato si perfeziona”. Maria
    Montessori, La mente del bambino, pagina 243, Garzanti.
    Il materiale di sviluppo
    Il lato formativo della personalità ci appare in tutte le attività del bambino, ma gli è
    indispensabile un materiale di lavoro speciale. Il materiale di sviluppo Montessori è, per così
    dire, un eserciziario dello spirito, in quanto il bambino vi esercita la propria sensorialità e
    intelligenza, liberamente attirato dalle segrete informazioni e dalle inesplorate soluzioni che
    esso racchiude. E’ un sistema coerente di strumenti che parte dalla classificazione
    sistematica delle qualità sensoriali delle cose, per arrivare poi a esplorare le basi del sapere
    (scrittura, lettura, matematica). Tutti i materiali di sviluppo sono concepiti per essere strumenti
    di sviluppo personale; sono, quindi, come un curricolo di ogni bambino, che sperimenta e
    conquista il sentimento della propria autonomia e identità. Il bambino ha bisogno non soltanto
    di un oggetto interessante, ma anche di conoscere in modo esatto come procedere nei
    movimenti quando lo maneggia. E’ l’esattezza che lo interessa e lo trattiene nel lavoro. Egli
    non segue la logica del minimo sforzo tipica dell’adulto, bensì utilizza tutte le sue energie per
    svolgere il suo lavoro perché lavorando costruisce se stesso.
    “Sono il lavoro e la concentrazione che danno prima conoscenza e poi amore, potranno
    portarlo ad una trasformazione che è la rivelazione dell’uomo spirituale.” Maria
    Montessori, La mente del bambino, pagina 219, Garzanti.
    L’insegnante
    “Il lavoro della nuova maestra è quello di guida (……) Vera guida sulla via della vita, essa
    non spinge, nè trascina, è soddisfatta del suo compito quando ha garantito a quel prezioso
    viaggiatore, che è il fanciullo, la giustezza del cammino.” Maria Montessori, La scoperta del
    bambino, pagina 176, Garzanti.
    L’insegnante montessoriana è una figura di aiuto e facilitazione, organizzatore e osservatore
    della vita psichica e culturale del bambino. Poiché in questo metodo si pone al primo posto
    il processo di autoapprendimento del bambino, l’azione dell’insegnante perde il carattere di
    centralità. L’insegnante non impone, non dispone, non impedisce, ma propone, predispone,
    stimola e orienta.
    Sono tra le principali azioni della maestra:
  • Essere guardiana e custode dell’ambiente. Deve sempre far trovare al bambino l’aula
    in ordine.
  • Entrare in contatto con i bambini che sono ancora in “pieno disordine”. L’insegnante,
    nel periodo iniziale, quando la concentrazione non è ancora apparsa, deve essere
    come la fiamma, il cui calore attiva, vivifica e invita. Ogni azione della maestra, quindi,
    deve diventare per i bambini richiamo e invito.
  • Quando i bambini iniziano a interessarsi a qualcosa nell’ambiente, l’insegnante non
    deve interromperli. Dovrà essere molto attenta a non interferire sotto nessuna forma,
    affinché si abbia la manifestazione spontanea dello sviluppo del bambino.
    L’insegnante, in sintesi, si occupa di:
  • Curare l’ordine;
  • Conoscere il materiale e mostrare il corretto utilizzo ai bambini;
  • Vigilare affinché il bambino assorto nel suo lavoro non sia disturbato da nessun
    compagno;
  • Osservare i bambini e le interazioni fra essi e l’ambiente;
  • Rispettare i tempi e i ritmi di apprendimento di ciascun bambino;
  • Rispettare la libera scelta;
  • Discernere le libere esplorazioni costruttive del bambino da quelle distruttive;
  • Avere misura del proprio intervento, limitandolo all’essenziale.
    Disciplina e libera scelta
    In una scuola Montessori la libera scelta è la più alta attività: solo il bambino che conosce ciò
    di cui ha bisogno per esercitarsi e sviluppare la sua vita spirituale può realmente scegliere
    liberamente. Parlare di libera scelta non vuol dire, pertanto, che il bambino è “libero” di fare
    ciò che vuole in aula, bensì vuol dire saper riconoscere all’interno dell’aula quel materiale (di
    cui già conosce l’utilizzo) che è in grado di soddisfare il suo bisogno interiore di crescita di
    quel momento. Il bambino viene, quindi, richiamato dall’oggetto e inizia a lavorare con grande
    impegno e concentrazione. Non è possibile parlare di libera scelta, invece, quando ogni
    oggetto esterno richiama ugualmente il bambino ed egli, mancando di potere volitivo, segue
    ogni richiamo e passa da una cosa all’altra senza posa.
    ” Questa è una delle più importanti distinzioni che la maestra deve saper fare. Il bambino che
    non sa ancora obbedire ad una guida interiore, non è il bambino libero che si mette sulla
    strada lunga e stretta della perfezione. E’ ancora lo schiavo di sensazioni superficiali che
    lo lasciano in balia dell’ambiente; il suo spirito rimbalza da un oggetto all’altro come una
    palla. L’uomo nasce quando la sua anima sente se stessa e si fissa, si orienta, si sceglie”.
    Maria Montessori, La mente del bambino, pag. 270, Garzanti.
    Il bambino che si concentra è immensamente felice; ignora il vicino o chi si faccia intorno.
    Quando esce dalla sua concentrazione, sembra avvertire per la prima volta il mondo che
    lo circonda come un illimitato campo per nuove scoperte; si accorge anche dei compagni
    verso i quali mostra un affettuoso interesse. Da questo atteggiamento si sviluppa il lavoro
    regolare, l’obbedienza e insieme l’”intelletto d’amore” cioè quella guida interiore del bambino
    che lo spinge a voler conoscere sempre più quello che ha intorno con gioia e grande energia,
    senza il torpore della fatica e dell’indifferenza. A tal riguardo Maria Montessori parla di
    “normalizzazione”, scusandosi di non aver saputo individuare un termine equivalente meno
    ambiguo. Tuttavia la dottoressa ha sempre precisato che la normalizzazione non è un’azione
    correttiva ed emendativa dell’adulto (che si fa con l’esempio, con le parole, con la punizione).
    Essa è piuttosto il “ritorno” spontaneo del bambino all’espressione e sperimentazione delle
    sue forze positive e costruttive: è dunque un processo di auto-normalizzazione. La
    normalizzazione è la rinascita della normalità bio-psichica attraverso la quale il bambino
    riprende interesse, desiderio di lavoro, sforzo e soddisfazione nell’attività prescelta. Il suo “io”
    perde via via la paura, la pigrizia, l’aggressività, la timidezza, la fantasticheria e conquista un
    nuovo orizzonte che lo orienta e lo guida. La libera scelta e il lavoro appropriato sono le
    “medicine miracolose” che canalizzano lo spirito del bambino nella scoperta della sua più
    profonda natura: il fare e il saper fare, non imposti e giudicati dall’adulto ma sperimentati
    nell’attività con le “cose” in un ambiente sociale a sua volta non violento, non competitivo, né
    selettivo o emarginante.
    “E’ questo il periodo in cui la disciplina si stabilisce: una forma di pace attiva, di obbedienza
    e amore in cui il lavoro si perfeziona e si moltiplica, proprio come in primavera i fiori prendono
    colore e preparano già da lontano i dolci e rinfrescanti frutti”. Maria Montessori, La mente del
    bambino, pag. 274, Garzanti.
    Scelte educative della nostra scuola
    La missione e gli obiettivi prioritari della nostra scuola sono definiti dallo stesso identificarsi
    come scuola a metodo Montessori che lavora per l’attuazione della completa formazione
    dell’essere umano secondo i principi di autonomia, libertà e responsabilità individuali, che
    sono condizioni per la realizzazione e l’espressione delle potenzialità umane e per
    l’affermazione concreta dei diritti dell’infanzia. Nel nostro progetto educativo intendiamo:
  • dare importanza al momento dell’accoglienza di ogni bambino, affinché l’ambiente
    scolastico diventi un suo “ambiente di vita”;
  • predisporre un ambiente curato e scientificamente strutturato, a misura di bambino, in
    cui ci si possa muovere liberamente, fare esperienze e acquisire competenze;
  • promuovere nel bambino fiducia nelle proprie capacità;
  • educare alla consapevolezza e alla manifestazione delle proprie emozioni;
  • porre attenzione alle individualità e diversità valorizzandole e favorendone il confronto;
  • favorire nei bambini la capacità di auto-educarsi, l’indipendenza, l’iniziativa e
    l’autonomia, incentivando il loro ruolo di protagonisti attivi e responsabili all’interno
    della comunità scolastica;
  • guidare alla partecipazione, al rispetto, alla disponibilità e alla comprensione verso
    l’altro/a, all’aiuto reciproco in caso di bisogno e alla collaborazione;
  • aiutare a scoprire gli interessi personali, rendere consapevoli della propria motivazione
    ad apprendere, dare risposte alle curiosità e promuovere il senso critico;
  • collaborare con la famiglia con chiarezza, correttezza e rispetto.
    PROSPETTIVE CULTURALI E PEDAGOGICHE DI RIFERIMENTO
    Il metodo Montessori si avvale dell’osservazione e della conoscenza del bambino così come
    realmente è, protagonista della sua crescita. Il docente che fa proprio questo metodo parte
    dalla consapevolezza che il bambino è soggetto attivo, costruttore del proprio sapere.
    “Aiutami a fare da solo” è un’invocazione che esprime uno tra gli elementi ispiratori della
    metodologia montessoriana. Nelle classi, i supporti fondamentali del lavoro autonomo svolto
    dal bambino sono:
  • l’ambiente strutturato;
  • l’insegnante che lo prepara;
  • il materiale di sviluppo.
    “Bisogna dunque che l’ambiente contenga i mezzi per l’autoeducazione; questi mezzi non
    possono essere presi a caso, essi rappresentano il risultato di uno studio sperimentale” (M.
    Montessori). Nell’ambiente ogni cosa ha un suo posto e c’è un posto per ogni cosa, per
    garantire a tutti la possibilità di avere dei riferimenti all’interno della classe. L’insegnante ha
    il compito dell’educazione indiretta, prepara l’ambiente nel rispetto delle libertà di movimento,
    dei tempi e dei ritmi di apprendimento dei bambini, affinché ciascuno di essi possa applicarsi
    al suo importante lavoro, salvaguardando e potenziando la propria originalità e la propria
    identità individuale. La libertà offerta a ciascun bambino di scegliere il materiale e di usarlo
    per quanto tempo lo desideri, permette all’insegnante di guidarlo ed orientarlo per consentirgli
    un apprendimento completo e uno sviluppo armonico. Il bambino è in tal modo attivo: è lui
    che usa gli oggetti dell’ambiente e il materiale di sviluppo in un autentico processo di
    autoeducazione, è lui che favorisce la propria crescita. Parallelamente l’insegnante ha un
    ruolo di coordinatrice, in riferimento al lavoro degli insegnanti “specialisti” coi quali vengono
    spesso progettate attività comuni. In tal modo al bambino viene offerta l’opportunità di fruire
    di occasioni significative che contribuiscono alla sua completa formazione. Le esperienze
    coltivate negli anni sono così finalizzate alla formazione di un bambino autonomo, motivato
    ad apprendimenti in grado di organizzare il proprio pensiero e di interrogarsi sui diversi aspetti
    della realtà, protagonista del proprio lavoro e capace di collaborare con compagni e docenti
    che si sono ispirati ai principi ed alle pratiche del metodo Montessori.
    FINALITA’ EDUCATIVE
    La nostra scuola riconosce come essenziale e inalienabile il diritto:
  • a un piano di attività personalizzato per caratteristiche individuali, con percorsi
    progettuali mirati a fornire autonomie di vita ad ognuno;
  • alla legalità;
  • all’educazione alla convivenza civile;
  • al rispetto della propria diversità;
  • all’inserimento in un clima scolastico favorevole all’apprendimento e
    all’integrazione;
  • alla proposta di itinerari metodologici che tengano conto del metodo scientifico e
    laboratoriale ispirato alla metodologia di M. Montessori;
  • alla convivenza civile che si sviluppa nell’ambito delle discipline curricolari.
    Pertanto realizza un’efficace azione educativa al fine di aiutare gli alunni a conquistare la
    propria identità, facilitare il percorso formativo di crescita umana culturale e sociale,
    raggiungere adeguati standard di preparazione, nel rispetto delle inclinazioni e motivazioni
    individuali.
    OBIETTIVI FORMATIVI
    Nel rispetto e nella valorizzazione dell’autonomia delle Istituzioni Scolastiche, le Indicazioni
    Nazionali costituiscono il quadro di riferimento delle scelte affidate alla progettazione delle
    scuole. Il curricolo consente di guardare all’educazione a scuola come a un processo
    complesso di trasmissione culturale e di orientamento personale. Il curricolo formativo si
    suddivide in competenze, abilità e conoscenze, condiviso con la famiglia con chiarezza,
    correttezza e rispetto.
    L’INSEGNAMENTO NELLA SCUOLA
    L’insegnamento nella scuola segue un itinerario tipicamente montessoriano. Per promuovere
    abilità senso-percettive, motorie, rappresentative e linguistiche prepariamo per il bambino
    l’ambiente accogliente, curato e motivante con il materiale della “vita pratica” (insieme di
    esercizi graduati mirati alla conquista dell’autonomia personale, all’analisi, al controllo e
    all’apprendimento dell’economia dei movimenti: travasi, telai delle allacciature, esercizi di
    motricità fine) e il materiale strutturato (sensoriale, logico-matematico, del linguaggio orale e
    scritto e di educazione cosmica). L’insegnante presenta i vari materiali al bambino rispettando
    la sua maturazione, mettendolo in contatto con l’ambiente. Fra i vari materiali presentati, il
    bambino sceglie liberamente il suo lavoro e segue così il suo percorso individualizzato.
    Il lavoro montessoriano nell’ambiente preparato è integrato con varie attività di laboratorio
    (inglese, educazione al movimento, educazione alla cura di sé e dell’ambiente, attività
    manuali, lettura, attività di cucina, psicomotricità…).
    Considerata la loro importanza da un punto di vista educativo, particolare cura è data a tutti
    i momenti della giornata: al lavoro, al gioco, al pranzo, al sonno e alle relazioni all’interno
    della comunità scolastica. Ciò che ci si propone è la realizzazione di un clima sociale positivo
    nella vita scolastica quotidiana, con l’organizzazione di forme di lavoro individuale, a piccolo
    o grande gruppo, la stimolazione dell’aiuto e del rispetto reciproco, la promozione di attività
    per sezioni aperte.
    OBIETTIVI GENERALI DEL PROCESSO FORMATIVO
    MATURAZIONE DELL’IDENTITA’ PERSONALE
  • acquisire sicurezza, stima di sé, fiducia nelle proprie capacità;
  • passare dalla curiosità alla ricerca;
  • esprimere e controllare i propri stati d’animo e le proprie emozioni rendendosi sensibili
    a quelli degli altri (empatia);
  • rispettare le diverse culture e tradizioni di appartenenza;
  • chiedere aiuto di fronte ad una difficoltà, richiedere attenzione e/o rassicurazione;
  • collaborare con i compagni;
  • manifestare atteggiamenti responsabili e rispettosi nei confronti degli altri e
    dell’ambiente.
    CONQUISTA DELL’AUTONOMIA
  • accettare serenamente il distacco dai genitori;
  • orientarsi in maniera personale e compiere scelte autonome, anche innovative,
    all’interno dell’ambiente naturale e sociale di vita;
  • scoprire, interiorizzare e rispettare i valori della libertà, della cura di sé, degli altri e
    dell’ambiente, della solidarietà, della giustizia, dell’impegno ad agire per il bene
    comune;
  • muoversi con indipendenza e sicurezza nell’ambiente scolastico;
  • scegliere autonomamente un lavoro;
  • lavorare da solo con ordine e precisione;
  • portare a termine un lavoro;
  • conoscere e rispettare le regole della vita comunitaria.
    SVILUPPO DELLE COMPETENZE
  • consolidare le capacità sensoriali, percettive, motorie, sociali, linguistiche e intellettive
    del bambino;
  • comprendere, interpretare, rielaborare e comunicare conoscenze e abilità relative a
    specifici campi di esperienza;
  • sviluppare le capacità di ascolto e di comprensione;
  • favorire un primo approccio all’interazione tra lingua orale e scritta;
  • favorire un primo approccio alla lingua straniera (inglese);
  • sviluppare il pensiero logico-matematico e acquisire un linguaggio specifico;
  • migliorare le capacità di attenzione, concentrazione e osservazione.
    LA PROGRAMMAZIONE, VERIFICA E VALUTAZIONE
    Nella scuola “A piccoli passi” la programmazione è strettamente legata alla preparazione
    dell’ambiente–stimolo, ove il bambino può trovare i motivi di attività necessari al suo completo
    sviluppo psicofisico; ove il bambino deve primeggiare e dirigere le proprie azioni aiutato dalla
    maestra indicatrice e ispiratrice di perfezionamento.
    L’insegnante quale costruttore dell’ambiente organizza, nella sezione e in tutta la scuola,
    spazi strutturati e diversificati, nei quali la mente del bambino possa applicarsi.
    Il momento della valutazione risulta intrinseco al lavoro stesso del bambino, che è educato
    ad autocorreggersi grazie anche al materiale montessoriano. Fondamentale è il momento
    dell’osservazione del bambino durante il lavoro.
    La valutazione si ottiene a partire da questa attenta e sistematica osservazione ed è
    incentrata sui seguenti aspetti:
  • capacità di scegliere autonomamente un’attività;
  • capacità di organizzare il proprio lavoro;
  • uso corretto del materiale;
  • capacità di portare a termine in modo autonomo il lavoro intrapreso;
  • capacità di svolgere organicamente un’attività;
  • tempi e modalità di attenzione e concentrazione;
  • livello di autostima;
  • rapporto con gli altri;
  • apertura e partecipazione;
  • rispetto delle regole.
    Anche la programmazione collegiale parte dalla necessità di capire le osservazioni
    sistematiche eseguite durante il lavoro nell’ambiente, da cui ricavare le risposte psicologiche
    e metodologiche, a iniziare, quando necessario, dalle esigenze di modificare i propri
    comportamenti e i propri rapporti con i bambini.
    La programmazione nella scuola “A piccoli passi” non è mai la decisione aprioristica di liste
    di attività da fare, di compiti da svolgere, di percorsi astratti, di una didattica burocratica,
    frazionata in tempi passati e vissuti dall’adulto e dalla sua organizzazione istituzionale.
    Tuttavia secondo Maria Montessori è bene per l’insegnante avere un quadro d’insieme delle
    attività e occupazioni che il bambino potrà esplorare nel corso di uno o più anni.
    Maria Montessori ha osservato che l’evoluzione del bambino, del suo percorso di
    apprendimento, avviene per “esplosioni” che non seguono percorsi prestabiliti. Anche le più
    attuali ricerche in psicologia e le più avanzate riflessioni pedagogiche dimostrano che la
    formazione umana e naturale del bambino avviene per processi di maturazione lenti e
    sotterranei, con ritmi estremamente personali.
    IL CURRICOLO
    Premessa
    Il termine curricolo è usato in questo progetto come espressione operativa di un programma
    secondo particolari assunti psicologici che ne motivano sia i processi sia i metodi. E’
    indispensabile ricordare che gli obiettivi non sono, nella metodologia montessoriana,
    qualcosa da cui partire o giungere; essi sono modificazioni di conoscenze e comportamenti
    iscritti nel processo stesso del lavoro del bambino. In questo caso gli obiettivi sono
    concretamente scoperti, sperimentati e assimilati nella diretta esperienza e provocati nei
    bambini dai materiali.
    VITA PRATICA
  • Vita pratica e cura dell’ambiente;
  • Vita pratica e cura della persona;
  • Vita pratica e cura delle relazioni sociali;
  • Motricità fine e controllo della mano;
  • Esercizi di movimento determinanti il bisogno di coordinazione e controllo motorio;
  • Travasi;
  • L’esercizio del silenzio;
  • Laboratori di cucina.
    Obiettivi: Ordine mentale, autonomia e indipendenza, rispetto di sé, degli altri, delle cose;
    unità di libertà e responsabilità; analisi dei movimenti.
    EDUCAZIONE SENSORIALE
  • Senso visivo: dimensioni, forme e colori.
  • Senso uditivo: rumori e suoni.
  • Senso tattile.
  • Senso gustativo.
  • Senso olfattivo.
  • Senso barico.
  • Senso termico.
  • Senso stereognostico.
  • La lezione dei tre tempi.
  • Il training sensoriale: ulteriori sviluppi e affinamenti.
  • Memoria muscolare.
  • Suono e movimento.
    Obiettivi: verso l’astrazione, analisi, attenzione, concentrazione (capacità di distinzione,
    discriminazione, confronto, misura, classificazione, seriazione, generalizzazione.
    LINGUAGGIO
  • Arricchimento e proprietà del linguaggio. Nomenclature classificate.
  • Giochi linguistici per la scoperta della funzione logica, comunicativa e grammaticale
    del linguaggio.
  • Preparazione diretta e indiretta alla scrittura. L’analisi dei suoni. L’esplosione della
    scrittura. Il perfezionamento: calligrafia, ortografia, composizione.
  • L’esplosione della lettura: dalla parola alla frase. I comandi.
  • Il libro: la lettura, la conversazione, l’ascolto. L’arte di interpretare. Le parole delle
    immagini.
    Obiettivi: padronanza fonemica del continuum grafico. Il linguaggio come denominazione e
    classificazione delle parole e le loro variazioni semantiche; analisi del linguaggio e analisi
    del pensiero; la funzione comunicativa: la narrazione e autonarrazione; linguaggio e la
    vita simbolica.
    LA MENTE LOGICO-MATEMATICO
  • La base sensoriale delle strutture d’ordine e le astrazioni materializzate.
  • Primo piano della numerazione (cellula germinativa del sistema decimale).
  • La struttura del sistema decimale: secondo piano.
  • La simbolizzazione.
  • Le quattro operazioni: approccio sensoriale e intuitivo.
  • La memorizzazione.
    Obiettivi: la scoperta del numero come unità e insieme; la padronanza simbolica delle
    quantità; le funzioni del contare: separare, aggiungere, dividere, distribuire, togliere, sottrarre,
    ripetere, ecc. Il lavoro della mente: successioni, gerarchie, seriazione, relazioni, uguaglianze,
    differenze, ordinamento, ecc. Il linguaggio matematico e l’ordine delle cose.
    APPROCCIO AL’EDUCAZIONE COSMICA
  • Il tempo dell’Io e il tempo sociale: passato, presente, futuro. La misura del tempo
    cronologico. Il tempo biologico. Tempi e cicli della natura. Il tempo della civiltà: storia
    materiale (utensili, case, trasporti, ecc.).
  • Lo spazio dell’Io e gli spazi sociali. Lo spazio misurato. Lo spazio del mondo:
    costituzione e forme (acqua, terra, continenti, penisole, isole, fiumi montagne, vulcani,
    pianure, ecc.).
  • La materia: forme e stati.
  • Gli organismi viventi: funzioni, parti del corpo e bisogni.
  • Il cosmo nel giardino.
  • Il linguaggio scientifico della natura: nomenclatura e classificazioni.
    Obiettivi: primo avvio alla comprensione delle costanti cosmiche; approccio alla visione di
    interdipendenza ed ecosistema nei processi evolutivi e naturali; osservazione e
    sperimentazione tra favola (cosmica) e realtà; introduzione al vissuto dei viventi.
    LA LINGUA INGLESE
    La vita pratica, l’educazione sensoriale, il linguaggio, psicoritmetica e l’educazione cosmica
    sono affrontati con le stesse modalità e obiettivi anche in lingua inglese dalla maestra.
    L’Inglese viene proposto anche come attività a piccolo gruppo nell’English room e nelle
    attività quotidiane come il calendario e canzoni in cerchio di mattina. I bambini oltre ad attività
    laboratoriali, svolgono anche attività della quotidianità in lingua come apparecchiare,
    pranzare, curare la propria igiene personale, etc..
    Obiettivi: avvicinare il bambino a una nuova lingua in modo naturale, piacevole, interessante
    e divertente; formare l’orecchio a una pronuncia corretta; stimolare l’interesse e sviluppare
    un atteggiamento positivo verso la lingua inglese; conoscere un ampio vocabolario di parole
    inglese.
    ATTIVITA’ MANUALI
  • Il contesto: educazione alle forme, alle dimensioni, ai colori e scale cromatiche.
    Composizione dei colori e scale cromatiche.
  • Educazione della mano, organo motore del segno.
  • Dall’arte degli incastri alle decorazioni spontanee. • Esplorazione e conoscenza dei
    vari materiali (pastelli, pastelli a cera, pennarelli, tempere a dito, acquerelli, tempere,
    ecc.).
  • Conoscenza delle tecniche di utilizzo dei vari materiali.
  • Rappresentare esperienze vissute da sé o da altri attraverso il disegno.
  • Esprimere le proprie emozioni attraverso il disegno.
  • Rappresentare se stessi con il disegno.
    Obiettivi: dal controllo della mano al controllo del segno; dalla composizione dei colori
    all’espressività del colore; il disegno decorativo ornamentale e la geometria delle forme;
    disegnare per raccontare e immaginare.
    PSICOMOTRICITA’
  • Giochi senso-motori, giochi di consolidamento di schemi motori dinamici.
  • Vari esercizi mirati allo sviluppo del controllo dei movimenti e dell’equilibrio sul filo
    montessoriano.
  • Il gioco dello specchio per riprodurre movimenti.
  • Trasportare oggetti.
  • Il gioco del silenzio.
  • Giochi di ruolo.
  • Percorsi semplici e con ostacoli.
  • Giochi semplici di gruppo o squadra per favorire la collaborazione e il senso di
    appartenenza al gruppo.
  • Passeggiate dove i bambini possono conoscere meglio la loro città e sperimentarsi
    con l’educazione stradale.
    Obiettivi: condivisione di significati e regole, sviluppare un’immagine positiva di sé,
    sviluppare la creatività motoria, sviluppare la collaborazione e il sentimento sociale, prendere
    confidenza e pratica nell’utilizzo di piccoli attrezzi ginnici, sperimentare ruoli diversi,
    conoscenza del corpo e delle sue caratteristiche.
    EDUCAZIONE MUSICALE
  • Il silenzio e l’ascolto: riconoscimento e produzione di suono e silenzio; approccio
    all’ascolto di brani con generi musicali diversi (repertorio di musica classica e musica
    per bambini)
  • Suono e movimento: coordinazione simbolo-gesto-timbro sonoro; coordinazione del
    movimento nello spazio; apprendimento delle andature e di semplici passi di danza
    strutturata
  • La vocalità: sviluppo della memoria musicale con canti per imitazione
  • Materiale sonoro: uso di strumenti didattici a percussione principalmente in gruppo;
    attività con i campanelli montessoriani
    Obiettivi: riconoscere e comprendere la realtà sonora ; esplorazione delle personali doti
    vocali naturali; sviluppare le capacità di muoversi spontaneamente nello spazio; educare
    all’ascolto e sviluppare la sensibilità musicale di ciascun bambino; favorire lo sviluppo della
    socializzazione tra i compagni; sviluppare la percezione sonora e l’autonomia di esecuzione;
    interagire con il materiale montessoriano musicale.
    IL SE’ E L’ALTRO – PERCORSO TRIENNALE
    TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE
  • Mostra fiducia nelle proprie capacità;
  • Manifesta curiosità ed interesse;
  • Si classifica come maschio o femmina;
  • Si riconosce come appartenente ad un gruppo;
  • Comunica spontaneamente con compagni e insegnanti;
  • Esprime e controlla i propri stati d’animo e le proprie emozioni;
  • Chiede aiuto di fronte ad una difficoltà • Collabora con i compagni;
  • Manifesta atteggiamenti responsabili nei confronti degli altri bambini;
  • Rispetta il lavoro degli altri;
  • Osserva il lavoro degli altri senza disturbare;
  • Rispetta il turno degli altri;
  • Controlla il volume della voce quando si esprime e interagisce con gli altri;
  • Pone domande su ciò che è bene o male e sulla giustizia; ha raggiunto una prima
    conoscenza dei propri diritti e di quelli degli altri;
  • Si rende conto che esistono punti di vista diversi e sa tenerli in considerazione;
  • Ascolta gli altri e da spiegazioni del proprio comportamento e del proprio punto di vista;
  • Comprende chi è fonte di autorità e di responsabilità nei diversi contesti, sa eseguire
    regole di comportamento e assumersi responsabilità;
  • Gioca in modo costruttivo e creativo con gli altri.
    OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO
  • Rafforzare la stima di sé e la propria identità;
  • Rispettare e aiutare gli altri;
  • Accorgersi se e in che senso pensieri, azioni e sentimenti dei maschi e delle femmine
    mostrano differenze;
  • Conoscere la propria realtà territoriale e quelle degli altri bambini;
  • Conoscere, discutere ed interrogarsi sui sentimenti e come si manifestano;
  • Soffermarsi e riflettere sul senso della nascita, del ruolo dell’uomo nell’universo, delle
    origini dell’uomo e del cosmo;
  • Controllare l’affettività e le emozioni in maniera adeguata all’età.
    ATTIVITA’
  • Al centro del percorso educativo sta lo sviluppo dell’autonomia e l’educazione alla
    libera scelta nel rispetto dell’ambiente e degli altri, in tutti i momenti della giornata
    scolastica e durante le uscite didattiche, le passeggiate, le attività ricreative, i giochi
    di gruppo e i momenti di cooperazione;
  • Conversazione guidata;
  • Alla scuola “ A piccoli passi” vengono offerti ai bambini un insieme di esercizi che
    rappresentano unità di pensiero e azione alla base della formazione della personalità
    armoniosa. Questi “motivi di attività” per lo sviluppo vengono raccolti in quattro gruppi:
  1. esercizi collettivi di movimento nell’ambiente e cura dell’ambiente (camminare
    / correre, alzarsi / sedersi, trasportare e riporre, aprire / chiudere, avvitare / svitare, piegare,
    appendere, tagliare, apparecchiare e sparecchiare, incollare, lavare)
    2.cura della persona (lavarsi le mani, lavarsi i dentini, pettinarsi, abbottonare /
    sbottonare, vestirsi / spogliarsi, spazzolare, usare correttamente il fazzoletto, stare a tavola,
    usare i 7 telai delle allacciature)
  2. esercizi per i rapporti sociali (salutare, offrire, invitare ad entrare, invitare a sedersi,
    scusarsi, non urlare, non interrompere mentre si parla, non disturbare, raccogliere gli oggetti
    caduti, cedere il passo)
  3. esercizi collettivi per il controllo raffinato dei movimenti (esercizi sul filo, gioco del
    silenzio)
    IL CORPO ED IL MOVIMENTO – PERCORSO TRIENNALE
    TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE
  • Accetta serenamente il distacco dai genitori;
  • E’ in grado di vestirsi / svestirsi;
  • Ha cura della propria persona;
  • Ha cura dell’ambiente;
  • Ha cura ed è responsabile degli oggetti propri, comuni e altrui;
  • Elabora proposte per far evolvere il gioco con i compagni;
  • Risolve verbalmente conflitti proponendo soluzioni;
  • Si muove nell’ambiente con cura ed attenzione ai mobili, al materiale e ai compagni;
  • E’ in grado di mettere il corpo a disposizione della volontà;
  • Si muove con indipendenza e sicurezza nell’ambiente scolastico;
  • Sceglie autonomamente un lavoro;
  • Lavora da solo con ordine e precisione;
  • Porta a termine un lavoro;
  • Conosce e rispetta le regole della vita comunitaria;
  • Controlla la propria forza fisica, valuta il rischio, si coordina con gli altri;
  • Conosce il proprio corpo, le sue diverse parti e rappresenta il corpo in stasi e in
    movimento.
    OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO
  • Rafforzare l’autonomia nella vita quotidiana;
  • Rispettare gli altri;
  • Aiutare gli altri;
  • Rispettare e valorizzare il mondo animato e inanimato che ci circonda;
  • Lavorare in gruppo per discutere e condividere regole di azione;
  • Progettare insieme e imparare a valorizzare le collaborazioni;
  • Provare piacere nel movimento e sperimentare schemi posturali e motori nei giochi
    individuali e di gruppo, anche con l’uso di piccoli attrezzi.
    ATTIVITA’
  • Al centro del percorso educativo sta lo sviluppo dell’autonomia e l’educazione alla
    libera scelta nel rispetto dell’ambiente e degli altri, in tutti i momenti della giornata
    scolastica e durante le uscite didattiche, le passeggiate, le attività ricreative, i giochi
    di gruppo e i momenti di cooperazione;
  • Alla scuola “A piccoli passi” vengono offerti ai bambini un insieme di esercizi che
    rappresentano unità di pensiero e azione alla base della formazione della personalità
    armoniosa. Questi “motivi di attività” per lo sviluppo vengono raccolti in quattro gruppi:
  1. esercizi collettivi di movimento nell’ambiente e cura dell’ambiente (camminare/
    correre, alzarsi / sedersi, trasportare e riporre, aprire/ chiudere, avvitare / svitare, piegare,
    appendere, tagliare, apparecchiare e sparecchiare, incollare, lavare)
  2. cura della persona (lavarsi le mani, lavarsi i dentini, pettinarsi, abbottonare
    / sbottonare, vestirsi / spogliarsi, spazzolare, usare correttamente il fazzoletto, stare a
    tavola, usare i 7 telai delle allacciature)
  3. esercizi per i rapporti sociali (salutare, offrire, invitare ad entrare, invitare a
    sedersi, scusarsi, non urlare, non interrompere mentre si parla, non disturbare, raccogliere
    gli oggetti caduti, cedere il passo)
  4. esercizi collettivi per il controllo raffinato dei movimenti (esercizi sul filo, gioco
    del silenzio)
    IMMAGINI, SUONI E COLORI – PERCORSO TRIENNALE
    TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE
  • Dimostra coscienza e padronanza del proprio corpo nello spazio e nel tempo, in
    rapporto all’ambiente, al mondo degli oggetti e degli altri;
  • Utilizza molteplici linguaggi per comunicare ed esprimersi;
  • Dimostra capacità di ascolto;
  • Sviluppa sensibilità musicale;
  • Esprime emozioni mediante la musica;
  • Sviluppo dell’abilità vocale;
  • Sviluppo dell’autonomia di esecuzione sonora;
  • Sperimenta e combina elementi musicali di base, producendo semplici sequenze
    sonoro – musicali;
  • Esplora i primi alfabeti musicali, utilizzando i simboli di una notazione informale per
    codificare i suoni percepiti e riprodurli;
  • Segue con curiosità e piacere spettacoli di vario tipo;
  • Si esprime attraverso diverse forme di rappresentazione e drammatizzazione;
  • Si esprime attraverso il disegno, la pittura e altre attività manipolative;
  • Sviluppa interesse per opere d’arte;
  • Sa osservare con attenzione;
  • Impugnatura corretta;
  • Dimostra capacità di attenzione, concentrazione ed osservazione
    OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO
  • Utilizzare la voce, il corpo, oggetti per imitare, riprodurre, inventare suoni, rumori,
    melodie;
  • Ascoltare, comprendere e cantare canzoni • Riconoscere suoni e rumori, suoni naturali
    e suoni artificiali;
  • Ascoltare e distinguere i concetti musicali (durata, intensità, timbro);
  • Utilizzare degli strumenti;
  • Conoscere gli strumenti musicali e dell’orchestra;
  • Riconoscere le note e la scala;
  • Utilizzare e memorizzare una prima simbolizzazione con disegni legati al nome delle
    note;
  • Apprendimento dei concetti: chiave musicale, pentagramma, righe, spazi, scala
    musicale;
  • Ascolto, comprensione e riconoscimento di brani musicali;
  • Consolidamento delle conoscenze ritmiche e melodiche attraverso il canto;
  • Acquisire maggiore abilità manuali;
  • Conoscere e saper usare i vari materiali e le loro tecniche;
  • Rispettare le regole riferite ai materiali;
  • Rappresentare sé stesso e saper dare un’immagine di sé;
  • Migliorare lo sviluppo e la coordinazione dei movimenti;
  • Preparare la mano alla scrittura;
  • Migliorare la motricità fine;
  • Sviluppare le capacità senso – percettive;
  • Sviluppare la coordinazione oculo – manuale, la capacità d’espressione e la creatività;
  • Imparare ad organizzare lo spazio grafico;
  • Acquisire lo schema corporeo;
  • Elaborare esperienze e saperle esprimere con diversi linguaggi (grafico, corporeo,
    verbale…)
    ATTIVITA’
  • Psicomotricità;
  • Attività montessoriane di musica;
  • Attività montessoriane di vita pratica;
  • Attività montessoriane di sviluppo sensoriale;
  • Attività montessoriane di sviluppo del linguaggio (psicogrammatica);
  • Esercizi collettivi per il controllo raffinato dei movimenti (esercizi sul filo, gioco del
    silenzio);
  • Attività creative di riproduzione dei rumori;
  • Coordinazione simbolo, gesto, suono;
  • Uso di strumenti didattici a percussione;
  • Lettura, invenzione ed esecuzione di sequenze ritmiche;
  • Ascolto di brani che spaziano dal repertorio di musica sinfonica a quello tipico di
    canzoni per bambini;
  • Canti per imitazione;
  • Drammatizzazione di storie;
  • Psicomotricità;
  • Attività manuali;
  • Attività ricreative;
  • Teatro.
    I DISCORSI E LE PAROLE – PERCORSO TRIENNALE
    TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE
  • Dimostra capacità di attenzione, ascolto e comprensione;
  • Usa la lingua italiana, arricchisce e precisa il proprio lessico, comprende parole e
    discorsi, fa ipotesi sui significati;
  • Sa esprimere e comunicare agli altri le proprie emozioni, le proprie domande, i propri
    ragionamenti e i propri pensieri attraverso il linguaggio verbale, utilizzandolo in modo
    differenziato e appropriato nelle diverse attività;
  • Ascolta e comprende narrazioni;
  • Racconta e inventa storie;
  • Usa il linguaggio per progettare attività e per definirne regole;
  • Sviluppa un repertorio linguistico adeguato alle esperienze e agli apprendimenti
    compiuti nei diversi campi di esperienza;
  • Si avvicina alla lingua scritta;
  • Intuisce l’interazione tra lingua orale e lingua scritta;
  • Esplora e sperimenta prime forme di comunicazione attraverso la scrittura;
  • Scopre la presenza di lingue diverse;
  • Si approccia in modo positivo alla lingua straniera;
  • Prova ad esprimersi in inglese usando semplici funzioni comunicative.
    OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO
  • Ascoltare adulti e pari;
  • Pronunciare correttamente nomi e parole;
  • Esprimersi formulando enunciati minimi, frasi più complete per poi arrivare a frasi ben
    strutturate usando vocaboli appropriate alla situazione;
  • Riferire una esperienza vissuta;
  • Descrivere immagini;
  • Saper ripetere una breve storia narrata nelle sue parti essenziali;
  • Esprimere bisogni e necessità;
  • Sperimentare e imparare rime, poesie, filastrocche, drammatizzazioni;
  • Potenziare la memorizzazione;
  • Arricchire il lessico;
  • Saper riconoscere i suoni che compongono una parola;
  • Imparare ad organizzare lo spazio grafico;
  • Preparare la mano alla scrittura;
  • Dare una prima conoscenza dei segni alfabetici corrispondenti ai suoni.
    ATTIVITA’
  • Attività montessoriane di vita pratica;
  • Attività montessoriane di sviluppo sensoriale;
  • Attività montessoriane di sviluppo del linguaggio (psicogrammatica);
  • Attività montessoriane di educazione cosmica;
  • Conversazione guidata;
  • Ricostruzione storie in sequenza;
  • Racconto/lettura dei libri;
  • Giochi linguistici;
  • Attività di sviluppo della coscienza di una lingua straniera (inglese, spagnolo).
    LA CONOSCENZA DEL MONDO
    TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE
  • Collocare le azioni quotidiane nel tempo della giornata e della settimana;
  • Coglie le trasformazioni naturali;
  • Dimostra capacità di attenzione;
  • Osserva con attenzione e sistematicità;
  • Utilizza abilità di tipo scientifico, pone domande, discute, confronta ipotesi, registra e
    documenta le esperienze;
  • Sviluppa il pensiero logico – matematico;
  • Colloca correttamente nello spazio se stesso, oggetti, persone;
  • Segue correttamente un percorso sulla base delle indicazioni verbali;
  • Conosce ed interiorizza relazioni topologiche, spaziali e temporali;
  • Utilizza un linguaggio appropriato per descrivere le osservazioni o le esperienze.
    OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO
  • Saper osservare con attenzione il suo corpo, gli organismi viventi e i loro ambienti, i
    fenomeni naturali, accorgendosi dei loro cambiamenti;
  • Sviluppare le capacità senso – percettive;
  • Eseguire le prime misurazioni;
  • Raggiungerecapacità di distinzione, discriminazione, confronto, misura,
    classificazione, seriazione, generalizzazione;
  • Saper raggruppare e ordinare secondo criteri diversi;
  • Confrontare e valutare quantità;
  • Scoprire il numero come unità e insieme;
  • Scoprire che ogni quantità ha il suo simbolo;
  • Iniziare a conoscere il nostro sistema di numerazione – la sistema decimale;
  • Eseguire percorsi e crearne di complessi;
  • Arricchire il lessico.
    ATTIVITA’
  • Il calendario montessoriano;
  • Attività montessoriane di vita pratica;
  • Attività montessoriane di sviluppo sensoriale;
  • Attività montessoriane di sviluppo della mente logico–matematica (psicoaritmetica);
  • Attività montessoriane di sviluppo del linguaggio (psicogrammatica);
  • Attività montessoriane di educazione cosmica;
  • Conversazione guidata;
  • Racconto/lettura dei libri;
  • Psicomotricità;
  • Attività musicale;
  • Passeggiate;
  • Gite.
    Bisogni Educativi Speciali e inclusione
    Il nostro metodo è nato come ricerca pedagogica svolta da Maria Montessori nel campo delle
    disabilità, e solo in un secondo momento ha contribuito al rinnovamento della didattica rivolta
    a tutti i bambini. Maria Montessori comprese che i problemi dei bambini diversamente abili
    non erano esclusivamente di ordine medico, ma soprattutto pedagogico. Sottolineava
    l’importanza dell’ambiente educativo in cui il bambino può manifestare le sue tendenze, i suoi
    interessi, dove è possibile offrire materiali per dare le sollecitazioni adatte.
    La scuola Montessori si organizza a misura delle esigenze, dei ritmi e degli stili di
    apprendimento dei singoli alunni. Un percorso individualizzato è previsto per tutti i bambini,
    non solo per i bambini diversamente abili. Ciascun alunno deve essere messo nelle migliori
    condizioni per realizzare il pieno sviluppo delle sue potenzialità formative a cui ogni essere
    umano ha diritto.
    Offriamo a tutti i nostri bambini:
  • la fiducia in loro per renderli autonomi;
  • l’ambiente preparato e curato;
  • un percorso di apprendimento individualizzato.
    L’alunno diversamente abile trova nell’ambiente preparato il materiale montessoriano che
    permette un apprendimento graduale, sistematico e concreto dei concetti e delle abilità
    fondamentali. Tutti i materiali sono presentati secondo un ordine prestabilito, nel rispetto dei
    tempi e degli interessi del bambino.
    In riferimento all’accoglienza e integrazione di bambini diversamente abili la scuola mette a
    disposizione personale altamente qualificato e soprattutto la possibilità di costruire una rete
    di collaborazione fra le insegnanti di riferimento e operatori esterni (logopedista,
    neuropsichiatra, psicologo, assistente educatore).
    Progetto DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento)
    I disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) sono disturbi dello sviluppo che interessano uno
    specifico dominio di abilità (lettura, ortografia, calcolo e grafia) in modo significativo ma
    circoscritto, lasciando integro il funzionamento intellettivo generale. I DSA, meglio noti come
    dislessia, disortografia, discalculia e disgrafia sono, quindi, disturbi che riguardano lo
    sviluppo di abilità specifiche e rappresentano un problema ad alta incidenza nella
    popolazione scolastica (dal 2 al 5 %) e sono all’origine di molti casi di disagio e abbandono
    scolastico. E’ ormai un dato noto l’importanza di identificare precocemente e
    tempestivamente la mancata acquisizione di specifiche abilità di base e dei pre-requisiti, al
    fine di predisporre adeguate strategie di prevenzione con lo scopo di limitare lo strutturarsi
    di difficoltà di apprendimento. Numerose ricerche, infatti, dimostrano che l’efficacia di
    qualsiasi intervento è strettamente correlata con la precocità di attuazione dello stesso.
    L’intervento precoce, oltre ad accrescere le possibilità di recupero funzionale, permette di
    ridurre il disagio affettivo e sociale e l’insorgere di disturbi comportamentali. La scuola
    dell’infanzia rappresenta il luogo elettivo per cogliere le modalità di espressione
    delle difficoltà di apprendimento e il terreno più fecondo per la prevenzione e la
    progettazione d’interventi educativi e didattici strettamente legati alle specifiche
    problematiche individuali.
    Nella scuola primaria invece il bambino si avvia al processo di apprendimento della lettoscrittura ed è quindi importante individuare prima i processi che caratterizzano queste abilità
    e le problematiche ad esse inerenti. Il progetto prevede attività di screening dei
    prerequisiti con i bambini dell’ultimo anno, la valutazione dei bambini con difficoltà e
    la realizzazione di interventi e supporti mirati e il lavoro in sinergia tra gli insegnanti,
    la famiglia ed eventuali specialisti.
    Finalità e obiettivi
  • Attivare consapevolezza e attenzione sui Disturbi dell’Apprendimento;
  • Permettere l’individuazione degli alunni a rischio DSA;
  • Fornire consulenza e supporto al personale docente;
  • Intervenire con strategie educative e didattiche mirate, impostando un percorso di
    recupero e potenziamento.
    Strumenti
  • Strumenti standardizzati per attività di screening dei prerequisiti.
  • Attività di potenziamento.
    Screening logopedico
    La Direzione della scuola, a partire dall’anno scolastico ha deciso di estendere il lavoro e
    l’attenzione sullo sviluppo del linguaggio dei bambini. Durante il lavoro giornaliero i bambini
    sono stimolati tramite le attività con i materiali montessoriani e vari giochi linguistici. E’ stata
    inoltre ampliata l’offerta formativa mettendo a disposizione per chi lo volesse tramite richiesta
    scritta, uno screening logopedico che coinvolge i bambini di 4 anni della scuola dell’Infanzia.
    Lo scopo dello screening è identificare precocemente eventuali difficoltà linguistiche per dare
    la possibilità di intervenire tempestivamente per accrescere la possibilità di recupero
    funzionale e riabilitazione. Lo screening è effettuato da specialisti in collaborazione con le
    insegnanti.
    Il periodo dell’ambientamento
    Il primo mese dell’anno scolastico è dedicato all’inserimento/ambientamento nella scuola,
    evento carico di significati e, talvolta, di ansia sia per i bambini che per i genitori. Bisogna
    avere sempre ben chiaro quanto sia importante per il bambino e per lo sviluppo della sua
    identità e personalità una graduale acquisizione di autonomia e di separazione dai genitori:
    queste vanno vissute con serenità in modo che il bambino resti più tranquillo e sicuro.
    Le insegnanti consigliano alle famiglie di prevedere un inserimento graduale nel rispetto dei
    ritmi di sviluppo del singolo. I primi giorni il genitore si fermerà a scuola con il bambino, per
    dargli sicurezza e conforto, successivamente docenti e genitori concorderanno, di giorno in
    giorno, gli orari di frequenza in rapporto alle reazioni del bambino. Le attività dei primi mesi
    saranno atte a favorire un distacco sereno dalla famiglia, una conoscenza adeguata del
    nuovo ambiente e delle persone al suo interno, una prima accettazione delle regole di vita
    comune. Durante i primi giorni è previsto che il bambino sia accompagnato da un genitore o
    da una figura a lui nota e per lui rassicurante e che questo adulto sia presente nella scuola.
    L’ambientamento dura circa una settimana, ma comunque è pensato e adattato alle esigenze
    e ai tempi di ciascuno. All’inizio saranno proposte attività ludiche di gruppo (filastrocche,
    canzoni,…) che permettano la presentazione dei bambini e delle insegnanti. Durante le prime
    mattine il bambino osserverà l’ambiente e farà le sue prime esperienze con il materiale
    montessoriano. In tal modo comincerà a familiarizzare con l’ambiente e con le figure di
    riferimento. All’interno dell’orario delle attività educative, che sono conformi alle Indicazioni
    nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia ispirandosi prioritariamente al metodo
    Montessori, vengono proposti alcuni progetti che si sono ormai consolidati e si inseriscono
    nel lavoro quotidiano svolto alla Casa dei Bambini.
    A ottobre/novembre i genitori sono invitati al primo incontro scuola-famiglia in cui viene
    illustrata l’organizzazione della scuola e si confrontano sull’esperienza degli inserimenti.
    Il momento dell’accoglienza
    Il momento dell’accoglienza è incentrato su un sereno saluto tra bambino e genitore. Il
    bambino, all’arrivo, si spoglia, appende il soprabito, poi saluta il genitore da subito comincia
    l’educazione all’indipendenza e all’autonomia. Entra in una nuova casa tutta per lui e per i
    suoi compagni, è un momento importante per la socializzazione, ritrova un amico oppure
    osserva per un po’ l’ambiente; proprio quest’ultimo ha principalmente il compito di accoglierlo.
    Alle ore 9.00 si recano ognuno nelle sezioni di appartenenza.
    L’incontro quotidiano con le insegnanti permette al genitore di avere un breve scambio di
    informazioni sul bambino, senza sottrarre l’attenzione dell’insegnante al gruppo classe già
    presente in sezione. Il genitore è pregato di non fermarsi a lungo in questo momento delicato,
    altrimenti, rischierebbe di prolungare la fase dell’inserimento sacrificando la serenità del
    bambino.
    L’insegnante sarà sempre attenta e presente, predisponendo un ambiente accogliente e
    stimolante che permetta al bambino di lavorare in modo autonomo e indipendente.
    Il pranzo
    I bambini pranzano in sala mensa. Il momento del pranzo va considerato come un’attività
    vera e propria: il bambino pranza senza i genitori in una collettività in cui devono essere
    rispettate le regole.
    Gradualmente acquisisce padronanza, autonomia, sicurezza e senso di responsabilità. Tale
    momento è costituito da diverse fasi. Alcuni bambini si offrono per apparecchiare la tavola,
    vanno in bagno, si lavano le mani e indossano un apposito grembiule. Ognuno sceglie il
    tavolo che vuole apparecchiare. I camerieri mettono le tovaglie sui tavoli, dispongono
    ordinatamente tovaglioli, posate, piatti e bicchieri sistemano opportunamente le sedie.
    Quando hanno terminato, è arrivata l’ora del pranzo per tutti gli altri che si sono preparati
    lavandosi le mani. Alle 11:30 ci si accomoda a tavola.
    LA STRUTTURA E GLI SPAZI
    La sezione nido dispone di un’ampia aula luminosa che si affaccia su uno spazio verde,
    all’interno di essa è stato opportunamente allestito un spazio “riposo” per i più piccoli di cui
    possono usufruire durante la mattinata e di servizi igienici indipendenti.
    La scuola materna dispone di un ambiente luminoso e ben arredato, di servizi igienici
    adeguati all’età. I bambini utilizzano anche un altro spazio, all’interno della scuola, per la
    psicomotricità.
    LE SEZIONI
    In ogni aula i lavori sono disposti per attività: vita pratica, materiale sensoriale,
    psicoaritmetica, psicogrammatica, angolo per la lettura di libri e momenti di condivisione del
    gruppo classe. Tutto il materiale è disposto in modo che il bambino possa prenderlo, usarlo
    e riporlo in autonomia senza chiedere l’aiuto dell’adulto. I bambini hanno a disposizione un
    comodo e verde giardino per il gioco libero, ma anche per tutte le attività di educazione
    cosmica: l’esplorazione dell’ambiente esterno e la coltivazione di fiori ed ortaggi in una parte
    adibita ad orto.
    Gli orari di funzionamento
    La scuola è aperta dal primo settembre fino trentuno luglio, dalle ore 7,30 con servizio prescuola. Le attività si svolgono dalle 8,15 alle 13,00, per la fascia antimeridiana, con possibilità
    di permanenza fino alle ore 17,00 dal lunedì al venerdì, il sabato fino alle 13,30.
    Riteniamo sia utile ed opportuno stilare di seguito lo schema di una giornata, una settimana
    ed un anno scolastico tipo, così che sia possibile avere un quadro sufficientemente
    esemplificativo di contenuti, tempi e modi del lavoro svolto a scuola dal bambino.
    Giornata tipo
    7.30/9.00 Accoglienza.
    9.00/9.30 Libera attività montessoriana svolta in classe
    9.30/10.00 Spuntino
    10.00/11.00 Libera attività montessoriana o proposte laboratoriali
    11.00 Riordino del materiale utilizzato per lavorare, lavaggio delle mani
    11:30/12:30 Apparecchiatura della tavola, pranzo, attività di vita pratica
    12.30/13.00 Lavaggio delle mani e dei dentini, cambi, il tutto accompagnato da filastrocche e
    canzoncine legate agli specifici momenti della giornata.
    13.00/14.00 Prima uscita, utilizzo per il gioco libero delle classi e degli spazi comuni o del
    giardino, se le condizioni atmosferiche lo consentono. Accesso al dormitorio per chi lo
    desidera.
    15.30/16.30 I bambini dopo il riposino fanno merenda e svolgono attività libere nell’ambiente
    o di gruppo sotto la guida della maestra, come lettura di storie o altro, sempre assecondando
    l’interesse del bambino.
    16.30-17.00 Preparazione all’uscita con attento controllo della pulizia della propria persona.
    SETTIMANA TIPO
    Lunedì
    Accoglienza durante la quale si sistemano gli oggetti personali del bambino (asciugamano,
    cambio intimo, lenzuolino, tovaglia…), attività montessoriana integrata da proposte di
    laboratorio per gruppi di intersezione, lingua inglese.
    Martedì
    Attività montessoriana in classe, psicomotricità 3/4/5 anni.
    Mercoledì
    Attività montessoriana in classe, laboratorio di cucina.
    Giovedì
    Attività montessoriana in classe, laboratorio d’inglese, 5 anni giardinaggio.
    Venerdì
    Attività montessoriana in classe, laboratorio musicale, attività ludico-ricreative in giardino.
    Sabato
    Consolidamento attività laboratoriali, attività pittoriche libere su carta, cartoncino, tela, giochi
    liberi e organizzati.
    ANNO TIPO
    Settembre
    Progetto accoglienza, ripresa di confidenza e familiarità con persone, spazi e oggetti da parte
    di chi già frequentava, inserimento graduale dei nuovi iscritti; lavoro montessoriano;
    Ottobre metà Giugno
    Utilizzo del materiale montessoriano;
    Attività a classi aperte con la realizzazione dei diversi progetti;
    Esperienze di laboratorio; Attività giardinaggio;
    Preparazione dello spettacolo di fine anno con la realizzazione di scenografie e costumi.
    Giugno
    Spettacolo di fine anno , cura particolare dell’orto e del giardino.
    IL CURRICOLO DELLA SCUOLA “A PICCOLI PASSI”
    Vita pratica
    La nostra scuola si caratterizza anche per l’importanza che viene data alla cosiddetta vita
    pratica. Questa comprende attività volte alla soluzione di problemi concreti legati alla vita
    quotidiana e di gruppo, quali ad esempio il pulire l’aula, se viene sporcata durante il lavoro,
    l’apparecchiare e lo sparecchiare la tavola per i compagni, il tagliare il pane, lo spremere
    agrumi, l’imparare ad aprire e chiudere scatole, barattoli, serrature, l’essere in grado di
    vestirsi, svestirsi, riporre le proprie cose. Le esperienze di vita pratica sono vere attività:
    quando il bambino lava il piano di lavoro o le pezzuole non fa finta di lavare, ma lava davvero,
    così quando impasta, spreme, lucida. Tutti gli strumenti utilizzati sono veri, non sono
    giocattoli, ma oggetti uguali a quelli usati dagli adulti nelle faccende domestiche, in misura
    ridotta in modo che possano essere facilmente maneggiati dai bambini. Lavorando davvero
    il bambino soddisfa il suo bisogno interiore di agire come vede fare dall’adulto e, proprio
    grazie a questo agire, egli diviene gradualmente capace di controllare in modo raffinato i
    movimenti del corpo e delle mani, acquista fiducia in se stesso e si abitua a collaborare
    attivamente alla cura dell’ambiente di lavoro ed alla vita del gruppo, attraverso gli incarichi.
    Orto e giardinaggio
    Osservando i bambini e le bambine nei momenti di gioco in spazi aperti, ci si può rendere
    conto di quanto sia importante per loro toccare, manipolare e raccogliere oggetti (sassi, foglie,
    fiori, cortecce) e piccoli animali (lombrichi, formiche…), che trovano sui loro passi. Sono
    incuriositi ed attratti dalle forme, dai colori e dagli odori che questi elementi portano con sé
    e così utilizzano i cinque sensi per esplorarli e conoscerli. Il progetto orto-giardino nasce
    esattamente dalla volontà di offrire esperienze che soddisfino questa continua “sete” di
    scoperta e conoscenza che i bambini esprimono. Le proposte di osservazione e di lavoro
    all’aperto, nelle aiuole dell’orto e del giardino scolastico sono tese a favorire l’esplorazione
    dell’ambiente naturale ed a potenziare l’impegno per la sua salvaguardia. Tutto ciò affina
    nel bambino anche abilità ed atteggiamenti di tipo scientifico, quali il dar spazio alla
    curiosità, al gusto della scoperta ed alla possibilità di comprendere processi vitali.
    Invito alla lettura
    Uno degli elementi che vogliamo connoti significativamente la nostra offerta formativa è
    l’attenzione rivolta al libro. Fin dai primissimi anni proponiamo in aula ai bambini occasioni
    di lettura ad alta voce da parte dell’adulto. In un angolo mettiamo a loro disposizione libri che
    possono utilizzare liberamente e in modo autonomo: sono strumenti da toccare, sfogliare,
    osservare a livello sensoriale per la forma, il colore, la consistenza, l’odore, i suoni prodotti
    e le sensazioni tattili che alcuni di essi stimolano, ma anche occasioni per leggere le
    immagini, raccontarsi o raccontare ai compagni i contenuti a volte già a loro noti.
    Cittadinanza e costituzione
    Obiettivi irrinunciabili dell’educazione alla cittadinanza sono “la costruzione del senso di
    legalità e lo sviluppo di un’etica della responsabilità…” Nell’ambiente montessoriano la
    quotidianità è spunto e occasione per concretizzare questa finalità educativa, accanto alla
    realizzazione ed alla progettazione di percorsi didattici specifici che rispondano ai bisogni
    educativi degli allievi. L’educazione al rispetto di sé, degli altri, dell’ambiente ed alla
    responsabilità dei propri gesti nella Casa dei Bambini si persegue in particolare attraverso:
  • l’acquisizione dell’abitudine ai gesti di cortesia quali il saluto, il ringraziamento, il pranzare
    in modo composto, il muoversi senza far rumore;
  • la cura della propria persona nel vestirsi e svestirsi, nell’andare in bagno, lavarsi le mani;
  • il controllo dei movimenti attraverso gli esercizi di vita pratica;
  • il servizio alla collettività attraverso lo svolgimento di incarichi di utilità comune quali ad
    esempio l’apparecchiatura della tavola;
  • la cura dell’ambiente di lavoro attraverso il perseguimento dell’ordine, della pulizia dei
    materiali di sviluppo e dei vari strumenti di lavoro utilizzati; la riflessione sulle conseguenze
    dei propri comportamenti nel confronto con l’adulto o in momenti di circle–time, cioè di
    ascolto e dialogo collettivo;
  • la conoscenza della natura che ci circonda e l’accostamento attivo ad essa per apprenderne
    il rispetto;
  • le caratteristiche e le modalità di cura;
  • la ricerca della bellezza e la pratica dell’accoglienza nei diversi luoghi e tempi della scuola.
    Tutti questi obiettivi trovano poi spazi ancora più specifici nell’ambito di progetti caratteristici
    della nostra scuola;
  • il progetto orto – giardino,
  • il laboratorio di vita pratica esterno alle aule.
    Le occasioni di uscite didattiche e le visite al di fuori degli ambienti scolastici offrono la
    possibilità di sollecitare l’attenzione del bambino nei confronti di regole e di modalità di
    comportamento socialmente riconosciute, quali il rispetto delle norme stradali, l’adeguato
    autocontrollo da tenersi nei luoghi pubblici, la cortesia dovuta quando si istaurano nuove
    relazioni.
    Le famiglie sono invitate a collaborare al percorso educativo dei propri bambini partecipando
    agli incontri di classe, approfondendo con le insegnanti le caratteristiche del metodo,
    esplorando con il loro aiuto i materiali di sviluppo.
    A fine anno si organizza un’uscita all’aperto alla quale partecipano tutti i bambini della scuola
    dell’infanzia. Questa uscita è un’occasione particolare di socializzazione, attraverso la
    condivisione di un’esperienza comune vissuta nella natura. È inoltre un momento di festa che
    favorisce l’identificazione nel grande gruppo d’appartenenza (la comunità scolastica) ed un
    modo di concludere gioiosamente l’anno scolastico. Diversi momenti di festa scandiscono i
    tempi dell’anno scolastico, per esprimere la gioia di stare insieme.
  • Recita di Natale
  • Festa di carnevale
  • Festa di primavera
  • Festa della mamma
  • Festa del papà
  • Festa dei nonni
  • Pasqua
  • Recita fine anno scolastici
    Progetti per l’ampliamento e l’arricchimento dell’offerta formativa
    La lingua inglese
    Ai bambini viene data l’opportunità di scoprire una nuova lingua, l’inglese. La conoscenza
    delle lingue straniere oggi risulta infatti fondamentale per preparare i bambini ad inserirsi nella
    nostra società e ad essere aperti alla conoscenza di nuove culture. L’accostamento
    all’inglese avviene attraverso la presenza dell’insegnante inserita nel team docente così che
    possa interagire con le diverse sezioni quotidianamente.
    Psicomotricità
    L’attività proposta all’interno della nostra a scuola è in accordo con il più aggiornato pensiero
    psicopedagogico, che considera l’educazione motoria come azione formativa che utilizza il
    movimento in funzione dello sviluppo e della crescita del bambino. L’azione è l’elemento
    essenziale per lo sviluppo dello schema corporeo del bambino, su di essa si fonda la
    capacità di riconoscersi nel proprio gesto, come pure la possibilità di sentirsi autore della
    propria azione. Sarà necessario garantire al bambino esperienze psicomotorie che possano
    stimolare e sviluppare le capacità operative e relazionali. Per favorire tale processo evolutivo
    è stato adibito uno “ spazio- gioco” adeguato allo sviluppo reale psicomotorio del bambino
    dandogli la possibilità di sperimentarsi .
    Corsi extracurricolari
    Propedeutica musicale e teatro
    In orario extrascolastico è possibile la partecipazione dei bambini della scuola dell’infanzia a
    corsi extracurriculare nei locali della scuola, tenuti da insegnanti esperti esterni. I corsi
    pomeridiani a pagamento prevedono l’adesione dei bambini dai 3 anni in su. A richiesta da
    quest’anno sarà introdotto uno specifico percorso di propedeutica musicale per pianoforte
    rivolto ai bambini di 5/6 anni e di teatro.
    Lingua Inglese
    La lingua è un mezzo di comunicazione, perciò è importante che venga vissuta in concreto.
    Qualsiasi disciplina può essere insegnata mediante l’uso veicolare della lingua straniera, in tal
    caso l’apprendimento del codice linguistico e del contenuto disciplinare si integrano.
    Comunicare in inglese è una delle competenze chiave nel mondo di oggi e di domani, è
    riconosciuto che prima si inizia l’esposizione alla lingua, tanto meglio questa viene appresa.
    Corso di propedeutica all’infanzia di Yoga e mindfulness
    Lo yoga è una disciplina che se seguita fin dalla più tenera età, può diventare uno degli
    strumenti più preziosi di prevenzione e cura di ogni malattia sia fisica che psichica. Lo stress,
    l’ansia, la rabbia sono emozioni che colpiscono ora più che mai anche l’infanzia ed è per
    questo che lo yoga (la cui efficacia è riconosciuta anche dal mondo scientifico) propone la
    sua vicinanza al mondo dei bambini e di chi se ne prende cura più direttamente. Lo scopo
    che ci prefiggiamo nel diffondere la pratica yoga è quella di avviare ad uno stile di vita che
    consenta al bambino di sviluppare equilibrio, ascolto, cooperazione, umorismo, pensiero
    creativo ed immaginazione, salute, contemplazione, creatività, armonia, empatia, agilità,
    impegno nel superamento degli ostacoli, vigore, libertà, costruzione e assimilazione profonda
    dei valori.
    Corso di danza
    Un percorso di crescita sano, attraverso un’attività ludica dove le componenti principali sono:
    Creatività, immaginazione … e tanta fantasia! Corpo, voce, musica, spazio … diventano il
    mezzo per scoprire le potenzialità artistiche e creative del bambino. Riscoprendosi, il
    bambino migliora l’autostima e, più consapevole, diviene in grado di gestire la sua libertà. Gli
    anni della propedeutica prevedono l’elaborazione di elementi importanti e basilari. Questi
    elementi di base vengono introdotti nella lezione sotto forma di gioco, precisando che con
    questo termine si fa riferimento non al gioco ricreativo, ma educativo, che può essere anche
    ri-creativo, solo se, e in quanto, ricrea lo stato originario proprio dell’infanzia.
    È gioco educativo perchè vi sono regole da rispettare e contenuti precisi, che altro non sono
    che le componenti e gli elementi di base della Danza, come la percezione corporea, la qualità
    del movimento, lo spazio, il tempo e così via. Il gioco non è semplicemente un elemento
    ludico da introdurre qua e là nell’arco della lezione: la lezione stessa è un gioco… e il gioco
    ne diventa l’elemento portante. L’obiettivo di giocare attraverso la danza è quello di far sì che
    i bambini possano sostenere un ruolo attivo all’interno della lezione: vanno stimolate e
    risvegliate la loro creatività, così come vanno risvegliate e stimolate l’efficienza e l’attività
    fisica.
    Corso di pedagogia musicale
    Il percorso di Pedagogia musicale, strutturato in un complesso organico e finalizzato di
    materiali operativi, consente di condurre una vera e propria esplorazione dei suoni,
    attraverso una costante ed esplicita interazione tra Musica e altre forme di linguaggio
    (iconico, motorio, verbale). L’operatività concreta è collocata in un contesto laboratoriale
    motivante, contrassegnato da un approccio collaborativo e ludico, per una didattica
    musicale attiva.
    Vivendo l’esperienza musicale il bambino accresce la sua capacità di pensiero (logicoanalitica e produttivo-immaginativo); consolida la propensione a costruire relazioni sociali
    collaborative, concorre al raggiungimento della piena autonomia e di equilibrato sviluppo
    della personalità.
    Metodo attivo con strumentario Orff basato su un rapporto di imitazione, cooperazione e
    improvvisazione guidata, per lo sviluppo della creatività.
    Indicazioni metodo Gordon, dando rilievo al ruolo del movimento nel processo educativo e
    la forza comunicativa della corporeità.
    Metodo Kodaly alfabetizzazione musicale, per avviare i bambini in modo attivo verso lo
    sviluppo del linguaggio e dell’intelligenza musicali, mediante l’uso della voce, secondo i
    principi del padagogo. Le attività iniziali della lezione saranno presentate in forma di gioco
    per creare un’atmosfera propizia all’apprendimento musicale e per stimolare
    un’integrazione tra movimento e abilità ritmico/melodiche. La finalità sarà quella di
    preparare i bambini ad una eventuale propedeutica strumentale al Pianoforte